Reddito di cittadinanza: ecco cosa lo ha sostituito e come funziona

In Italia, il Reddito di Cittadinanza è stato sostituito da nuove misure di supporto economico. Queste modifiche influenzano milioni di cittadini e sono progettate per offrire un aiuto più mirato e sostenibile. Questo articolo spiega le novità introdotte e il funzionamento delle nuove misure di sostegno.
Cosa ha sostituito il Reddito di Cittadinanza e perché
Il Reddito di cittadinanza è stato sostituito principalmente da due strumenti: l’Assegno di Inclusione e il Supporto per la Formazione e il Lavoro. Queste misure sono nate dall’esigenza di rendere il sostegno al reddito più selettivo e più efficace, soprattutto per chi si trova in condizioni di fragilità economica reale o è in cerca di un’occupazione stabile. Il cambiamento è stato motivato anche dalla necessità di ridurre gli abusi e rendere il sistema più equo e sostenibile dal punto di vista finanziario.
Quali sono le nuove misure di supporto economico disponibili
L’Assegno di Inclusione si rivolge alle famiglie con minori, disabili, over 60 e persone in condizioni di vulnerabilità. Ha sostituito il vecchio sostegno universale, puntando a una maggiore personalizzazione dell’aiuto economico. Il secondo strumento, il Supporto per la Formazione e il Lavoro, è pensato per chi è in età lavorativa, abile al lavoro e non rientra tra i beneficiari dell’Assegno di Inclusione. Questa misura prevede un contributo mensile legato alla partecipazione attiva a percorsi di formazione o ricerca di lavoro.
Dettagli su importi e durata
- L’Assegno di Inclusione prevede un importo massimo di circa 500 euro al mese per nuclei familiari composti da una sola persona, con possibilità di integrazioni fino a 780 euro considerando l’affitto. L’importo cresce in base alla composizione familiare.
- La durata è annuale, rinnovabile a determinate condizioni.
- Il Supporto per la Formazione e il Lavoro prevede invece un contributo mensile di 350 euro, erogabile per un massimo di 12 mesi.
Come funziona il nuovo sistema di aiuto economico
Il nuovo sistema di sostegno al reddito prevede regole più stringenti e una stretta correlazione tra il beneficio ottenuto e la partecipazione attiva a percorsi di inclusione sociale o lavorativa. Per accedere all’Assegno di Inclusione, occorre presentare domanda tramite i canali ufficiali (INPS o patronati) e sottoscrivere un Patto di Attivazione Digitale. Dopodiché si viene convocati dai servizi sociali per la definizione di un progetto personalizzato.
Chi invece richiede il Supporto per la Formazione e il Lavoro deve iscriversi al portale per il lavoro e partecipare a corsi di formazione, tirocini o progetti di utilità collettiva. Il beneficio viene erogato solo a chi dimostra continuità e impegno nel percorso concordato.
Tempistiche per la domanda e l’erogazione
- La domanda può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno.
- Per l’Assegno di Inclusione, la valutazione viene effettuata entro il mese successivo alla presentazione e il pagamento avviene generalmente dal mese successivo all’approvazione.
- Per il Supporto per la Formazione e il Lavoro, l’erogazione parte dalla partecipazione effettiva alle attività previste.
Chi può accedere alle nuove misure di sostegno e quali requisiti sono necessari
L’accesso all’Assegno di Inclusione è riservato a chi ha un ISEE inferiore a 9.360 euro, risiede in Italia da almeno cinque anni, e fa parte di una delle categorie protette (famiglie con minori, disabili, over 60). Il Supporto per la Formazione e il Lavoro è destinato invece a chi ha tra i 18 e i 59 anni, un ISEE sotto i 6.000 euro e non ha i requisiti per l’Assegno di Inclusione.
Entrambi i sostegni richiedono l’assenza di patrimoni immobiliari e mobiliari superiori a soglie precise, nonché l’assenza di veicoli di recente immatricolazione o imbarcazioni di lusso. Un aspetto fondamentale è la partecipazione attiva: chi rifiuta offerte di lavoro congrue o non si presenta ai colloqui perde il diritto all’aiuto economico.
Percentuali e platea dei beneficiari
Le nuove misure, secondo i dati INPS, coinvolgono circa il 60% dei precedenti beneficiari del Reddito di cittadinanza. Il restante 40% non può più accedere al sostegno, soprattutto per limiti di età, composizione familiare o superamento delle soglie ISEE. Questo significa che la platea dei destinatari si è ridotta ma la qualità dell’aiuto risulta più mirata a chi si trova in reale difficoltà.
Vantaggi e svantaggi delle nuove misure rispetto al Reddito di cittadinanza
I principali vantaggi delle nuove misure sono una maggiore selettività e una stretta connessione con l’inclusione sociale e lavorativa. L’Assegno di Inclusione, ad esempio, prevede percorsi personalizzati di accompagnamento, mentre il Supporto per la Formazione e il Lavoro obbliga a una partecipazione attiva, riducendo il rischio di assistenzialismo passivo.
Tra gli svantaggi, la platea si è ridotta e chi non rientra nelle nuove categorie rischia di restare senza alcun aiuto. Inoltre, le procedure di accesso possono risultare più complesse, soprattutto per chi ha scarsa familiarità con le tecnologie digitali o con la burocrazia. I tempi di erogazione, seppur migliorati, possono comunque allungarsi in caso di richieste elevate o intoppi amministrativi.
In sintesi, il nuovo sistema di sostegno al reddito in Italia mira a essere più equo e a promuovere l’inclusione attiva. Se stai valutando di richiedere una delle nuove misure, informarti sui requisiti specifici e preparare la documentazione necessaria ti aiuterà a velocizzare la procedura e ad accedere più facilmente al sostegno economico.
Massimo Parisi
Dottore Commercialista, Revisore Legale dei Conti
Dottore Commercialista e Revisore Legale iscritto all'ODCEC di Torino dal 2009. Gestisce uno studio associato specializzato in fiscalità d'impresa, successioni e pianificazione patrimoniale. Consulente per PMI e professionisti su agevolazioni fiscali, bonus edilizi e adempimenti tributari. Autore di articoli per riviste di settore e relatore presso associazioni di categoria.


