Pensione a 62 anni: ecco chi può ottenerla con il nuovo decreto

La pensione a 62 anni è una possibilità concreta per molti, grazie al nuovo decreto che definisce i requisiti per accedervi. Questo provvedimento, entrato in vigore nel 2023, ha cambiato lo scenario dell’accesso alla pensione anticipata, offrendo a determinate categorie di lavoratori la chance di lasciare il lavoro prima dell’età pensionabile ordinaria.

Quali sono i requisiti per la pensione a 62 anni secondo il nuovo decreto?

Per accedere alla pensione anticipata a 62 anni occorre soddisfare specifici requisiti. Il nuovo decreto pensioni 2023 prevede che il lavoratore abbia compiuto almeno 62 anni d’età e abbia maturato un’anzianità contributiva minima di 41 anni. Non tutti i contributi sono validi: vengono considerati quelli effettivi, da lavoro o equivalenti, mentre i contributi figurativi sono accettati solo in determinati casi.

Un aspetto chiave riguarda la data di maturazione dei requisiti. Il decreto stabilisce che sia necessario raggiungere i 62 anni e i 41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2023. Superata questa scadenza, potrebbero cambiare le condizioni di accesso.

Chi può richiedere la pensione anticipata a 62 anni?

La misura si rivolge principalmente a lavoratori dipendenti del settore privato, ma anche ad alcune categorie del pubblico impiego. È esclusa la possibilità per i lavoratori autonomi e per i liberi professionisti che non rientrano in specifiche gestioni previdenziali.

Secondo le stime ufficiali, circa il 15% dei lavoratori italiani rientrerebbe nei parametri fissati dal decreto. L’accesso alla pensione anticipata non è quindi universale, ma riservato a chi rispetta sia l’età sia il requisito contributivo.

Come fare la domanda per la pensione a 62 anni: procedure e tempistiche

Per ottenere la pensione anticipata, occorre presentare domanda all’INPS, preferibilmente in modalità telematica. Prima di inoltrarla, verifica con attenzione tutti i contributi versati: eventuali discrepanze possono rallentare l’iter.

La procedura standard prevede questi passaggi:

  • Accesso al portale INPS con le credenziali (SPID, CIE, CNS);
  • Compilazione della domanda online nella sezione dedicata alla pensione anticipata;
  • Allegazione dei documenti richiesti (estratto contributivo, documento d’identità, eventuali dichiarazioni integrative);
  • Invio della domanda e attesa della presa in carico.

L’INPS impiega solitamente tra i 60 e i 90 giorni per una risposta. In caso di esito positivo, la decorrenza della pensione viene fissata dopo tre mesi dalla maturazione dei requisiti, come previsto dalla cosiddetta finestra mobile.

Quali categorie di lavoratori sono incluse nel decreto per la pensione a 62 anni?

Il nuovo decreto pensioni 2023 individua alcune categorie professionali che possono beneficiare più facilmente dell’accesso alla pensione anticipata. Tra queste spiccano gli addetti a mansioni gravose, i lavoratori del settore edile, le maestre d’asilo, gli operatori sanitari e gli addetti alla cura della persona.

Per queste categorie, spesso soggette a lavori fisicamente impegnativi o con rischi per la salute, sono previste corsie preferenziali. In certi casi, può essere sufficiente una contribuzione leggermente inferiore, purché l’attività gravosa sia certificata per almeno sette anni negli ultimi dieci di lavoro.

  • Lavoratori edili e della manutenzione stradale;
  • Operatori sanitari (infermieri, OSS, tecnici di laboratorio);
  • Maestre d’asilo e personale scolastico dell’infanzia;
  • Addetti alle pulizie industriali e ai servizi di cura;
  • Autisti di mezzi pubblici.

Per le donne, la normativa prevede in alcuni casi un’ulteriore riduzione dei requisiti contributivi, soprattutto in presenza di figli o se impiegate in settori particolarmente usuranti.

Quali sono le differenze con la pensione a 67 anni?

L’età pensionabile ordinaria in Italia resta fissata a 67 anni con almeno 20 anni di contributi. Rispetto a questa soglia, la pensione anticipata consente un’uscita dal lavoro più precoce, ma richiede uno sforzo contributivo maggiore.

Con la pensione a 62 anni, il lavoratore può andare in pensione cinque anni prima rispetto alla normativa generale. Tuttavia, il calcolo dell’assegno può subire penalizzazioni, specialmente se si sceglie di smettere di lavorare senza aver maturato ulteriori contributi negli ultimi anni.

È utile ricordare che la pensione a 67 anni non prevede limitazioni di categoria o di tipo di lavoro: basta raggiungere l’età e i contributi minimi. La pensione anticipata, invece, è vincolata a requisiti più stringenti e a specifiche categorie professionali.

In definitiva, il nuovo decreto pensioni 2023 amplia le opzioni per chi desidera smettere di lavorare a 62 anni, ma non elimina le differenze rispetto all’accesso ordinario alla pensione. Prima di scegliere questa strada, valuta attentamente la tua situazione contributiva e le prospettive economiche future.

Francesca Lombardi

Avvocato Civilista, Esperta in Diritto Immobiliare

Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Firenze dal 2012, con studio legale specializzato in diritto immobiliare, contrattualistica e tutela del consumatore. Segue contenziosi condominiali, locazioni, compravendite e procedure di successione. Membro della Camera Civile del Foro di Firenze, scrive per rendere comprensibili norme e sentenze che impattano la vita quotidiana dei cittadini.

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